Extra  

   

Andar per Mostre  

   

Scheda Tecnica del Passero del Giappone

Lonchura Striata Domestica

redatta dalla CTN IEI 2012

Origini

Anche se tassonomicamente viene considerato alla stregua delle varie sottospecie di Lonchura striata, il Passero del Giappone non è un uccello rinvenibile in natura.
La sua origine “ufficiale” risale ai primi del 1700, epoca in cui incominciarono ad interessarsene commercianti ed allevatori giapponesi.
E’ però accertato che già in tempi precedenti, in Cina, fossero tenuti in cattività dei soggetti frutto di non precisati meticciamenti tra le diverse sottospecie presenti in quei luoghi.
Appare scontato, quantomeno per ragioni squisitamente geografiche, che gli antenati più probabili del Passero del Giappone vadano ricercati tra quei Passeri selvatici diffusi nella fascia meridionale cinese o nelle zone limitrofe. Tra queste, per le loro caratteristiche fenotipiche, certamente la L. s. subsquamicollis e la L. s .swinhoei.
Questa ricostruzione è attualmente la più accreditata, mentre priva di fondamento viene ormai giudicata la teoria che ipotizza quali specie di partenza non meglio identificati Passeri e Cappuccini in combinazione tra loro e con l’apporto di domino, Becco di Piombo, etc., complicato intreccio di non facile realizzazione, soprattutto se consideriamo l’epoca a cui si fa riferimento.
Il tutto si è certamente svolto nel modo più semplice e tutto sommato anche più casuale sopra descritto, prova ne è che paragonando la struttura fisica e le cromie di L. s. subsquamicollis e soprattutto di L .s .swinhoei  a quelle dei comuni Passeri non selezionati, risulta più che evidente la loro stretta corre labilità.
Le differenze, minime, sono da ascrivere all’intervento umano che, in condizioni di isolamento evolutivo, ha fatto divergere (per adattamento alla vita di gabbia e/o selezione più o meno consapevole) le popolazioni domestiche dall’originale ceppo selvatico, creando in definitiva una nuova sottospecie: la Lonchura striata domestica.
Il Passero del Giappone è quindi un uccello che possiamo considerare totalmente domestico le cui origini hanno probabilmente indotto, tramite il famoso fenomeno chiamato “lussureggiamento degli ibridi”, una attitudine alle cure parentali senz’altro superiore a quella delle specie pure. Questo ne fa una potenziale balia per quasi tutti gli esotici, ruolo in cui è stato da sempre utilizzato.
Da diversi anni però questa prerogativa è stata superata, il Passero del Giappone, con la sua vasta gamma di vistose mutazioni, è oggi soprattutto una specie dalle alte potenzialità sia a livello selettivo che espositivo.

Caratteristiche generali

Struttura: Lunghezza intorno ai 12,5 centimetri. La struttura corporea si presenta robusta e armoniosamente arrotondata. La coda è circa un terzo della lunghezza del corpo ed è tenuta leggermente sollevata rispetto alla linea dorsale. Anche la testa, possente e ben arrotondata innestata su un collo robusto, deve essere tenuta leggermente alta. Il ventre scende e si raccorda al sottocoda con una linea arrotondata e morbida, mentre la schiena non deve presentare gibbosità o curvature. Il becco conico ha una forma possente per la taglia dell’animale, nei maschi presenta una maggiore larghezza della mandibola inferiore rispetto a quella delle femmine. Gli occhi devono essere centrati rispetto alla testa e leggermente al di sopra della linea mediana del becco. L’uccello deve sempre essere staccato dal posatoio e mai accovacciato sullo stesso. La coda è di forma lanceolata, nei maschi le timoniere centrali sono più lunghe rispetto a quelle della femmina.

Disegno: il Passero del Giappone presenta un disegno, nelle mutazioni base, assai caratteristico, che si evidenzia particolarmente nella differenziazione tra il petto e il ventre dove c’è uno stacco netto e preciso che va da un’ala all’altra a formare una u molto aperta, tale linea di demarcazione non dovrebbe mai essere interrotta, ma essere sempre netta e continua. Nel ventre, su un fondo chiaro è presente un disegno a scaglie scuro, a forma di V con la punta rivolta verso la coda. Nel dorso è assai caratteristico e non può mai mancare il classico disegno a striature dato dalla colorazione chiara della rachide. Fra la coda e l’attaccatura delle zampe c’è un calzone a forma di mezza luna melanizzato secondo la mutazione. Il sopraccoda presenta una serie di piccole scaglie in forma quadrata e trasversale rispetto alla sezione longitudinale.

Colore: nel Passero del Giappone il colore, dovuto a esclusiva evidenziazione delle melanine, assai variabile, a seconda del tipo preso in esame, deve comunque essere intenso e ben distribuito con una fisiologica accentuazione  nella zona della testa ed una leggera minore intensità nel dorso. Il colore delle scaglie deve essere sempre assai contrastante con il colore di fondo e si deve evidenziare anche nelle mutazioni meno ossidate. E’ molto importante il colore del becco che deve essere quello previsto per la mutazione.

Piumaggio: Il piumaggio, morbido, serico, completo e aderente, deve essere sempre folto e pieno sia nei soggetti intensi che nei brinati, in particolare nella testa, nella zona auricolare e intorno agli occhi. Il soggetto in mostra deve avere il piumaggio da adulto, in caso contrario va penalizzato sia in questa voce che nelle altre riguardanti l’aspetto fenotipico.

Portamento: Il Passero del Giappone è uccello caratterialmente calmo e tranquillo quindi tendente a ben presentarsi all’atto del giudizio. Pur se a volte può tendere a un leggero accovacciamento sul posatoio è normalmente staccato da esso e in posizione di circa 35° sullo stesso. La testa è normalmente tenuta un po’ sollevate e, con il soggetto in attenzione, la coda viene posta orizzontalmente rispetto al corpo. Le ali, aderenti al corpo, non devono mai incrociarsi, ne essere pendenti.

Condizioni generali: Il soggetto deve presentarsi pulito e in buone condizioni. Becco e zampe non devono presentare scagliature. L’occhio deve presentarsi limpido e brillante. L'anello deve essere pulito. Il piumaggio deve essere liscio e non spezzato o abraso. L'uccello non deve avere difetti irreversibili, i quali, se presenti, portano alla non giudicabilità.

DIFETTI PRINCIPALI

Struttura: corpo troppo esile e sottile con petto stretto. Formazione di adipe nel petto o nel ventre. Testa piccola rispetto al corpo con sproporzione tra questi due elementi. Occhi non centrati e non rotondi. Testa piatta e spalle strette. Insieme dall'apparenza non robusta ma esile.
Disegno: Linea di demarcazione pettorale spezzata o non continua. Disegno ventrale confuso o non regolare. Assenza dei disegni caratterizzanti il Passero del Giappone.
Colore: colore slavato e pallido specialmente nel petto e nel dorso. Schiarimento eccessivo delle guance. Decolorazione o pezzature nel becco. Colore dello stesso non corrispondente alla mutazione. Colore delle zampe non in linea con quello del becco. Colore della coda non conforme alla mutazione o più chiaro.
Piumaggio: rado specialmente intorno agli occhi, in crescita, non regolare, giovanile.
Portamento: troppo accovacciato sul posatoio, coda e ali cadenti. Portamento timoroso e non tranquillo. Scarsa attitudine alla gabbia da esposizione. Oppure troppo statico o stazionante sul fondo del contenitore.
Condizioni generali: Penne usurate e spezzate. Zampe,  becco, anellino sporchi. Unghie lunghe. Becco con bordi non allineati o con scagliature. Zampe squamose.

TOPOGRAFIA DEL PASSERO DEL GIAPPONE

(Suddivisione per aree cromaticamente omogenee)

a) Mascella

b) Mandibola

c) Maschera (fronte, lati del becco, mento e gola)

d) Petto

e) Parti superiori (nuca, base delle guance, lati del collo, dorso)

f) Ali (copritrici e remiganti)

g) Parti inferiori (ventre e fianchi)

h) Calzone (sopraccoda,sottocoda, zona del fianco corrispondente)

i) Timoniere

l) Zampe

   
© Copyright@2011-2012 Mario Candeloro All Rights Reserved